Comunicato stampa coordinamento Città di Venezia

Oggetto: comunicato stampa

I socialisti per l’elezione diretta del Sindaco e del Consiglio della città Metropolitana.

I 264 mila cittadini veneziani non possono scegliere il Sindaco per tutti gli altri 600 mila cittadini degli altri 43 comuni facenti parte dell’area metropolitana di Venezia.
E’ partita quindi la raccolta firme per il Progetto di Legge elettorale di iniziativa popolare per ripristinare l’elezione diretta del Sindaco e dei Consiglieri abolita con la riforma del 2014 (iniziativa annunciata nella Gazzetta Ufficiale n. 173 del 28 luglio 2015).
Il dispositivo è depositato in Comune di Venezia presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico e presso la Segreteria Generale di Ca’ Farsetti comprese le municipalità di Mestre e Venezia, assieme ai moduli a disposizione della cittadinanza per la raccolta della adesioni, muniti di valido documento d’identità.
Nei prossimi giorni le firme potranno essere raccolte anche attraverso i numerosi banchetti posizionati sul territorio comunale comprese le municipalità.
Il Comitato promotore è aperto ai comitati civici, liste e amministratori locali di diverse formazioni politiche.
Luigi Giordani, coordinatore del Comitato promotore di Venezia dichiara che i socialisti sono impegnati per la promozione di questa legge.
Per cambiare serve una firma. Ne servono 50mila per portare la legge in Parlamento.
Firma la legge di iniziativa popolare che istituisce l’elezione diretta a suffragio universale anche per la Città Metropolitana sia del Sindaco metropolitano sia dei Consiglieri.
SCEGLI DI SCEGLIERE – RIPRENDITI IL DIRITTO DI VOTO

Venezia, 3 novembre 2015
Comitato promotore di Venezia
Il Coordinatore Luigi Giordani
giordani.luigi@libero.it
cellulare n. 338.2411818

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Le grandi Città metropolitane al voto nel 2016, tanti cittadini non avranno diritto di voto…

Il cubo di Rubrik ben rappresenta la riforma Delrio delle province e città metropolitane. Una legge che sembrava chiara e perentoria è diventata sfuggente, più la si gira e rigira, meno si trova la soluzione giusta.

Se non fosse che dentro quei cubetti che vengono fatti girare all’impazzata ci sono delle persone in carne e ossa, donne e uomini, che lavorano in enti dalle prospettive sempre più incerte, ci sarebbe da scrivere un libro su come non devono essere fatte le riforme istituzionali.

Questo è solo l’antipasto, rispetto al…

L’articolo prosegue sul giornale on line www.lindipendenzanuova.com/il-golpe-delle-citta-metropolitane-il-sindaco-delle-metropoli-decide-per-tutti-i-piccoli-sindaci/

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Coordinamento locale Veneto

Diamo il benvenuto a Luigi Giordani che coordinerà le iniziative nella Città Metropolitana di Venezia, di seguito i recapiti:
Luigi Giordani
– email: giordani.luigi@libero.it
– tel: +39 338 2411818

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Comunicato stampa – Città Metropolitana Di Milano

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CITTA’ METROPOLITANA DI MILANO
per
L’ ELEZIONE DIRETTA

Il Consiglio Metropolitano di Milano ha approvato oggi all’unanimità un ordine del giorno presentato da:
Roberto Biscardini e Marco Cappato
a nome della
“Lista Civica Costituente per La Partecipazione: La Città Dei Comuni”
tra le firme quelle dei Consiglieri:
Barberis (PD), Fusco e Lepore (LN), Guidi (NCD), Mezzi e Quartieri (SEL), Osnato (FdI), Villa (FI)

Il Consiglio Metropolitano di Milano
CONSIDERATO CHE
la legittimazione democratica di qualsiasi istituzione influisce sulla rappresentatività delle scelte, a partire da quelle di bilancio,
CHIEDE
al Parlamento Italiano di avviare la discussione di una legge che stabilisca il sistema elettorale per l’elezione diretta del Sindaco e del Consiglio Metropolitano.

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Da Segreteria Provinciale UDC

La segreteria provinciale milanese dell’ UDC così ci scrive:

“L’UDC ritiene l’iniziativa da Voi assunta meritevole di ogni attenzione perché tende a restituire ai cittadini il loro diritto di voto cassato dalla legge Delrio che ha condotto a considerare i nuovi enti quasi una appendice delle città capoluoghi che, di fatto, assumono ogni potere condizionante rispetto all’intera comunità dei cittadini elettori di tutta l’area comprensiva della nuova istituzione.
Riteniamo la nostra libera adesione all’iniziativa doverosa e Vi comunichiamo la nostra disponibilità alla collaborazione che riterrete opportuna.
Con i migliori saluti.
Salvatore Papa
Segretario Provinciale”

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Città metropolitane: Roma, Milano e Napoli al voto. Ma della legge elettorale ancora non c’è traccia

da Ilfattoquotidiano.it

Sono i tre enti che hanno optato per il ricorso al suffragio universale. Secondo quanto previsto dalla riforma Delrio che ha abolito le province. E dai rispettivi statuti. Ma il Parlamento non ha ancora varato le norme che regolano a livello nazionale l’elezione degli organi delle stesse metropoli. L’allarme di Croppi: “Problema enorme, le Camere devono correre subito ai ripari”. Per evitare una raffica di ricorsi.


croppiSi rischia una situazione di impasse senza precedenti. Colpa dei ritardi del Parlamento, certo. Ma anche, forse, delle vicende che in questi mesi agitano tutti i partiti in vista delle Amministrative del 2016. Da destra a sinistra. Sta di fatto che, ad oggi, manca ancora la legge elettorale con cui il prossimo anno, insieme a decine di consigli comunali, dovrebbero essere eletti anche i nuovi sindaci e organi metropolitani di Milano, Napoli e forse Roma, dove già si preannunciano numerosi colpi di scena visto il dai e vai di Ignazio Marino . Il condizionale però è d’obbligo. Il motivo? È da ricercare nella riforma che porta la firma dell’ex ministro degli Affari regionali (oggi ai Trasporti), Graziano Delrio, approvata in via definitiva ad aprile 2014. Quella che aveva, tra i suoi principali obiettivi, il superamento delle province e l’istituzione delle città metropolitane. Dieci in tutto: Venezia, Torino, Genova, Bari, Firenze, Bologna e Reggio Calabria oltre, appunto, a Roma, Milano e Napoli. Le tre istituzioni a rischio caos.

SENZA INDIRIZZO Tutto a causa di un provvedimento che il presidente del Consiglio,Matteo Renzi, salutò come il “rullo compressore” che avrebbe rivoluzionato gli enti locali in Italia. Ma che ora rischia di creare anche tanti inaspettati problemi. Infatti fra gli organi delle città metropolitane, oltre al sindaco e alla conferenza metropolitana, c’è anche il consiglio metropolitano. Cioè l’organo di indirizzo e controllo composto proprio dal sindaco e da un numero di consiglieri variabile in base alla popolazione. Si tratta di un “organo elettivo di secondo grado e dura in carica 5 anni – è scritto nella scheda di sintesi della riforma reperibile sul sito del governo – Hanno diritto di elettorato attivo e passivo i sindaci e i consiglieri dei comuni della città metropolitana. Lo statuto (che disciplina i rapporti tra i comuni e la città metropolitana per l’organizzazione e l’esercizio delle funzioni metropolitane e comunali, ndr) può comunque prevedere l’elezione diretta a suffragio universale del sindaco e del consiglio metropolitano, previa approvazione dellalegge statale sul sistema elettorale”.

GRAVE RITARDO E qui cominciano i problemi. “Perché a pochi mesi dalle elezioni di questa legge non c’è ancora traccia”, spiega ailfattoquotidiano.it Umberto Croppi, ex assessore alle politiche culturali e alla comunicazione del Comune di Roma ai tempi della giunta guidata da Gianni Alemanno. Croppi ha studiato la questione, si è consultato con amministratori ed esperti e non ha più dubbi: “Questa situazione crea un problema enorme – dice –. Nel loro statuto, infatti, Roma, Milano e Napoli prevedono l’elezione diretta a suffragio universale, ma c’è necessariamente bisogno di un provvedimento che la regoli”. Come uscirne? “Il Parlamento deve correre velocemente ai riparie approvarlo prima dell’indizione dei comizi elettorali”, chiarisce Croppi: “È già depositata una legge di iniziativa popolare che si muove in questa direzione, visti i ritardi accumulati potrebbe essere un buon punto di partenza”. Non sarà che il Partito democratico, alle prese con l’affaire Marino, punta così a rinviare le elezioni? “Può darsi, ma la questione – afferma – riguarda anche le altre due città: nel caso in cui l’intento dei dem fosse veramente questo ci troveremmo di fronte ad una grave forzatura. La cosa che trovo incredibile è che nessuno, dal governo ai due rami del Parlamento, si stia preoccupando di questo grave vuoto normativo che mette a rischio la regolarità delle prossime consultazioni amministrative in tre grandi metropoli”.

ROMA NEL CAOS Ma non è tutto. Perché se si andasse a votare con il sistema vigente, ipotesi a questo punto da non escludere, “si creerebbero numerosi problemi”, dice Croppi. A cominciare dal fatto che “il primo cittadino di Roma, che di diritto è anche il sindaco della città metropolitana, dovrà essere scelto anche dagli elettori di tutti i 121 comuni della ex provincia e oggi città metropolitana, così come stabilito dalla riforma”. Senza considerare inoltre che “lo statuto è già operante” e che, conclude l’ex assessore capitolino,  “nel caso in cui gli abitanti dei comuni della ex provincia di Roma decidessero di fare ricorso, a fronte di irregolarità derivanti dalla mancata possibilità di eleggere il sindaco metropolitano, avrebbero alte probabilità di vederlo accolto”.

DECRETO AD HOC Una situazione che, per la mancanza della famosa legge elettorale, si riscontra anche a Milano e Napoli. Che, come detto, insieme alla capitale hanno optato per l’adozione del suffragio universale nell’elezione degli organi metropolitani. C’è però anche chi prospetta una possibile soluzione alternativa. Una pezza che però servirebbe solo a rinviare il problema, ma non a risolverlo. “Si potrebbe per esempio prevedere, con un decreto ad hoc, la possibilità per i cittadini chiamati a recarsi alle urne di votare con un sistema transitorio”, spiega Alfonso Pisicchio, consigliere regionale della Puglia ed esperto di sistemi elettorali negli enti locali. “Rischi? Ce ne sarebbero, ovviamente, perché il tema è complesso. Ma è la strada più rapida da percorrere – aggiunge –. Più in generale, però, la vera questione è che la legge Delrio non sta dando gli effetti sperati: si sono semplicemente spostati i problemi esistenti, addirittura amplificandoli, dalle province alle città metropolitane. Rischiamo di trovarci di fronte ad una norma incompiuta”, conclude.  E, appunto, al caos.

di Giorgio Velardi

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/28/citta-metropolitane-roma-milano-e-napoli-al-voto-ma-della-legge-elettorale-ancora-non-ce-traccia/2168071/

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Città metropolitana di Napoli- RIPRENDITI IL DIRITTO DI VOTO

Conferenza stampa indetta per presentare i contenuti della proposta di legge di iniziativa popolare in materia di “Elezione diretta del sindaco e del consiglio della città metropolitana” che avrà luogo venerdì 23 ottobre 2015 alle ore 15.00 a Napoli presso l’Hotel Terminus
(Piazza Garibaldi , 91 – tel. 081 779 3111)
Nel 2014 la legge Delrio ha istituito le Città Metropolitane, ma ha tolto a 21 milioni di cittadini italiani il diritto di voto per l’elezione del Sindaco e dei Consiglieri Metropolitani.
Così, il futuro di trasporti, servizi e appalti metropolitani sono di fatto scelti senza alcun controllo né dibattito pubblico.
Il Sindaco metropolitano è oggi automaticamente quello del Comune capoluogo e decide per tutti, anche se è votato solo dagli elettori del proprio Comune. Fino a quando la legge non cambierà, i cittadini degli altri comuni saranno esclusi dalle decisioni.
Alla presentazione interverranno (in ordine alfabetico):
on. Stefano Caldoro (Forza Italia)
on. Marco Cappato (Radicali Italiani)
on. Leonardo Impegno (Partito Democratico)
modera: Giuseppe Alterio (Associazione “Per La Grande Napoli “)

Per ulteriori informazioni rivolgersi a:
COMITATO PROMOTORE ELEZIONE DIRETTA NELLE CITTA’ METROPOLITANE
Giuseppe Alterio, Coordinatore Città Metropolitana di Napoli
napolicittametropolitana@gmail.com – tel. 3319833846 – fax. 081 19305687

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